Un risultato storico cambia la percezione che l’uomo ha del suo rapporto con il computer e interessa direttamente anche i giocatori di scacchi: l’intelligenza artificiale ha definitivamente risolto il gioco della dama. Dopo 13 anni in cui fino a 200 calcolatori hanno analizzato in contemporanea tutti i circa 500 miliardi di miliardi di mosse possibili, un gruppo di ricercatori finanziati dal Canada ha memorizzato tutte le varianti possibili dei “checkers”, una versione anglosassone del gioco simile alla nostra.
La sfida è cominciata nel 1989, ispirata dal lavoro dell’Ibm sul celebre Deep Blue, il calcolatore che avrebbe poi battuto di misura agli scacchi l’ex campione del mondo Garry Kasparov (GM 2812) in un sensazionale e contestato match nel 1997. «Hai 500 miliardi di miliardi di pagliuzze in un pagliaio e devi trovare gli aghi»: così il capo ricercatore Jonathan Schaeffer ha riassunto il problema affrontato dal suo team. Alla fine del titanico sforzo è stato provato che il risultato di una partita giocata correttamente è, come molti ipotizzavano, la parità. Una delle prime vittime della nuova abilità delle macchine sarà probabilmente il Campionato di Dama Uomo-Macchina, che ha luogo da 15 anni: «Un umano non avrebbe possibilità contro un computer adesso» ha dichiarato il presidente della Federazione damistica americana, anche se ciò nulla toglie al fascino del gioco.
Così la dama si aggiunge ad altri passatempi più modesti come la tria o il Forza Quattro nell’elenco dei giochi risolti: ma c’è ora la possibilità che anche il più che millenario nobil giuoco degli scacchi venga analizzato completamente dai computers? La risposta è naturalmente no: il numero delle posizioni raggiungibili (10 alla 43esima) è talmente alto che se anche tutti i computer esistenti venissero impiegati giorno e notte per calcolarle, si troverebbero a lavorare ancora per molto tempo dopo la fine prevista dell’universo. Lo stesso capo ricercatore Schaeffer riconosce che servirebbero nuovi strumenti tecnologici, non ancora in vista: e infatti, con pragmatismo tutto americano, il gruppo di ricerca canadese ha rinunciato agli scacchi e sta ora finendo un programma per partecipare al Primo Campionato Uomo-Macchina di Poker.