IL POZZO E IL PENDOLO TEATRO- Galleria Toledo via Concezione a Montecalvario, n.34|| 081-5646162 www.galleriatoledo.org
presenta
LA VARIANTE DI LÜNEBURG
di Paolo Mauresing
con Rosalba di Girolamo e Lisa Falzarano
adattamento e regia Annamaria Russo e Ciro Sabatino
“Quello che vorrei che lei ascoltasse è il racconto da me fatto a quel giovanotto con il quale lei sperava di giocare. Una storia che mi sono portato dentro per più di quarant'anni. Questa, dottor Frisch è, in primo luogo, la storia di una rivalità, che si manifestò proprio su una scacchiera, su quel riquadro che può sembrare ristretto solo a chi non voglia o non possa vederne la profondità: poiché si tratta invece di un mondo per nulla limitato e niente affatto innocuo, dal momento che ciò che vi si perpetua, avvalendosi di un atto creativo che a volte assume l'aspetto di un'autentica opera d'arte, è un'azione di inaudita violenza, una forma di omicidio bianco, inapparente, il cui esito viene riconosciuto e condiviso unicamente dai due contendenti.
Non c'è nulla che leghi due persone quanto una seria sfida su una scacchiera. Esse diventano le opposte polarità di una creazione mentale che è opera di entrambi, ma in cui uno si annulla a vantaggio dell'altro. Non esiste più dura e inappellabile sconfitta di quella a cui si va incontro in questo gioco; se ne porteranno i segni per tutta la vita”.
Una scacchiera è uno spazio infinito. Lo scenario possibile di qualsivoglia opportunità.
La scacchiera ha in sé l’immensità del fattibile e i confini rigorosi del ponderabile. La scacchiera è una domanda che consente molteplici risposte e un’unica verità. La scacchiera è vita che si fa oggetto, simulacro della irreversibile consequenzialità di ogni scelta.
Decidere di mettere in scena una storia che si muove nel perimetro angusto di sessantaquattro caselle, per rivelare la spiazzante enormità delle possibili alternative di movimento non è una sfida semplice. Parlare di umanità negata, di raggelante ineluttabilità del male, camminando lungo i sentieri sdrucciolevoli di un gioco che di ludico ha davvero poco, è stata un’esperienza per certi versi sfiancante ma anche carica di emozioni. Non sempre piacevoli. Ma emozioni.
La variante di Lüneburg è uno di quei libri che sembrano una domanda. E che chiedono una risposta. Una tra le mille possibili. Una risposta d’istinto, di principio, di comodo. Ma una risposta.
Il senso della storia, dell’uomo, del bene, del male, del giusto, dell’inaccettabile, si giocano la loro partita mascherati da alfieri, cavalli, pedoni. E in questa giostra carnascialesca la vita e la morte non sono più realtà inconciliabili, ma avversari spietati e però leali.
Del testo di Maurensig, abbiamo conservato con doveroso rispetto le parole, la struttura, la dinamica narrativa. Ci siamo concessi un unico spazio di autonomia interpretativa nella decisione di declinare al femminile i personaggi. Nelle corso delle numerose letture che hanno portato all’adattamento ed alla scrittura scenica, è arrivata quasi come una rivelazione, la sensazione forte che quei pensieri, quella storia, quella infinita partita tra il bene ed il male non potessero che avere volti di donna. Non è certo per caso che vita e morte sono sostantivi femminili. Singolari.
Annamaria Russo e Ciro Sabatino
IL LIBRO
Il libro non narra una storia, ma descrive un sentimento,
un amore, una passione,
una maledizione per il gioco degli scacchi.
E' vero, "incidentalmente" in questa narrazione
sono raccolte anche tre storie che si incrociano nel finale.
Finale che, in realtà, viene decritto all'inizio del libro.
Esiste un solo elemento che unisce queste tre storie: gli scacchi.
Gli scacchi come gioco, gli scacchi come filosofia di vita,
gli scacchi come metafora della vita,
gli scacchi come entità divina che rapisce l'appassionato,
gli scacchi come destino per chi in tarda età
non sarà più in grado di vivere se non in loro funzione.
In questo contesto, che le accomuna,
le tre storie raccontano degli orrori dei lager nazisti
e di come gli scacchi siano al centro di un gioco perverso
creato da un ufficiale delle SS ai danni di un ebreo internato.
Inutile dire che la variante del titolo si caratterizza
per una sequenza di gioco che identifica la lotta
del "bene" contro il "male" nell'ambito degli scacchi
e nel contesto storico dato. Ovviamente, come nella realtà,
la variante non ha sempre successo. E, altrettanto ovviamente,
si lascia intendere come la variante sarà "valida"
solo in quel contesto, suggerendo al lettore
che non sempre la lotta del "bene" contro il "male"
si può combattere nello stesso modo...