RESSA ALLA BIGLIETTERIA DELL'OVAL DOVE SI SONO PRESENTATI ANCHE APPASSIONATI DA TUTTE LE REGIONI D'ITALIA
Scacchi, scoppia la curiosit`
A ruba 300 biglietti, il massimo previsto per non disturbare gli sfidanti
28/5/2006
di Claudio Giacchino (lastampa.it)
E' cresciuto il pubblico all'Oval:
sabato si h registrato il tutto esaurito
Gran pienone alle Olimpiadi degli scacchi. Sin dalle 13,30 code al botteghino dell'Oval e centinaia di spettatori nell'arena. Prima dell'inizio delle partite h stato osservato un minuto di silenzio in omaggio alle vittime del terremoto in Indonesia.
Molte le famiglie, parecchi i turisti sono giunti da tutte le regioni per assistere a un evento mondiale che l'Italia non aveva mai ospitato. Tra la gente in fila, anche comitive marchigiane arrivate su due pullman +per capire com'h l'universo misterioso degli scacchi, noi sappiamo solo come si muovono i pezzi;.
La maggior parte degli affascinati dalla magia di Re e Regine ha acquistato il ticket d'oro, venti euro il costo, che consente di accedere al red field, il serpentone rosso che si snoda a fianco dei tavoli sui quali si danno battaglia 146 squadre maschili e 108 femminili. In breve h stata esaurita la dotazione di 300 tagliandi al giorno stabilita dalla Federazione internazionale timorosa che un numero piy alto disturbi i giocatori.
E' stata subito ressa davanti al tavolo 1, teatro del big match di giornata che nell'occasione era Olanda (terza in classifica) contro Russia (capolista). In un silenzio illuminato dal continuo crepitare dei flash delle macchine fotografiche, in un tripudio di telefonini che immortalavano sui display la seriosit` di Vladimir Kramnik, la stella delle Olimpiadi, la folla ha assistito per tre ore alla battaglia che i quattro alfieri russi e i quattro olandesi combattevano sulle scacchiere. Foltissimo anche il grappolo di spettatori addossato alla ringhiera che separa dal tavolo 7 sul quale il campione azzurro Michele Godena e i suoi compagni Carlos Garcia Palermo, Fabio Bellini ed Ennio Arlandi cercavano di non uscire con le ossa rotte dalla sfida con la Lituania.
Tanta curiosit` anche lungo la barriera oltre la quale giocano le donne, gran lavorio alle telecamerine hanno procurato le iraniane, le saudite, le algerine, tutte velate, la sarabanda colorata dei sari delle rappresentanti del Bangladesh, le bellezze d'ebano delle tre ragazze del Botswana. Mezz'ora prima dell'inizio, agli spettatori arrivati con previdente anticipo per limitare il tempo in coda una delle giocatrici del Botswana era comparsa all'Oval abbigliata come dovesse andare in piscina (top ridottissimo e un pantaloncino che assomigliava molto a un tanga), la voce s'h sparsa ed era un accorrere ll, +al tavolo 40 dove c'h una bellezza seminuda;. Delusione: la scacchista africana intanto era andata a cambiarsi, h ricomparsa indossando un elegante e castigatissimo tailleur. Centinaia, poi, gli spettatori sulle gradinate, 5 euro il ticket.
Cosl tanta folla per gli scacchi non s'era mai vista: e non solo in Italia.
Commento stupito dei giornalisti stranieri, veterani delle Olimpiadi di Torri e Cavalli: +Solo in Russia c'era piy gente, ma h normale, ll gli scacchi sono una religione. Nelle altre edizioni, dalle ultime a Maiorca, a Bled in Slovenia nel 2002, non c'era nemmeno la met` degli spettatori che ci sono qui;.
Davvero un successone, chi gli scacchi sono storicamente uno sport che furoreggia sul web, ma dal vivo non ha mai richiamato che sparuti manipoli di appassionati. Torino, insomma, sta riscrivendo la storia olimpica. E, a proposito di storia, una lunga fila per oltre un'ora s'h coagulata davanti allo stand dell'editore Caissa-Italia: Viktor Korchnoi, la leggenda della scacchiera, il grande maestro che a 75 anni h ancora osso durissimo, presentava la sua biografia, l'assedio della gente per farsi autografare il volume ha fatto traballare il box nel quale sedeva Viktor il Terribile. Capannelli anche nello stand della Fsi, la federazione italiana, tutti con gli occhi fissi sui maxischermi che trasmettevano i match in diretta degli azzurri con il commento del grande maestro slavo Stefan Djuric. Radiosi gli espositori di libri, dvd e gadget .