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Lista Biblio SP [13-05-18]

La lista speciale di consultazione e scelta per i possessori di un Bonus libro è questa:

Lista Biblio – Titoli in soprannumero [16-05-18]

N.B. Le liste sono in continua variazione ma vengono aggiornate solo periodicamente: la disponibilità effettiva dei libri va verificata in Sede

(clicca per ingrandire)

 

 

 

 

       SPIGOLinkATURE

D’ora in avanti inserirò su questa pagina, nelle more di qualcosa di più articolato, links relativi a testi e articoli interessanti apparsi sul web, con particolare riferimento a temi di psicologia del gioco e rapporto con l’intelligenza artificiale. Eventuali analoghe segnalazioni possono essere indirizzate a: darioerlebnis49s@alice.it

* http://www.iltascabile.com/societa/pensare-in-profondita/ (recensione del recente libro di Kasparov Deep Thinking)

* per chi volesse approfondire gli stimoli dell’articolo precedente, segnalo  http://www.scacco.it/it/gli-scacchi-tra-fosforo-e-silicio-due-modi-di-pensare-lo-stesso-gioco-6464

* per chi, invece, preferisse esplorare il superamento dell’umano in senso diametralmente opposto e sperimentare le emozioni paniche di una partita a scacchi con i dadi, c’è  http://brainking.com/it/ , sito di scacchi (37 varianti) & altri giochi eterodossi e non

* se uno sentisse poi all’improvviso il bisogno di distaccarsi dalla arida focalizzazione su tecnologia informatica & competizione agonistica, e alzare gli occhi con un bel respiro su storia, storie, idee, narrazioni e persone del nostro mondo non ha che da frequentare e magari partecipare a quello straordinario sito italiano che è http://soloscacchi.altervista.org/: divagazioni, memorie, ritratti, partite analizzate in soggettiva, documenti fotografici, insomma il ricco orizzonte reale del vissuto degli scacchi.
E volendo casomai farsi una pallida idea della produzione editoriale ispirata agli scacchi, in senso lato e al di là del profilo tecnico, si può dare un’occhiata divertente a http://www.scacchiletteratura.com/

* Il bello è che proprio quest’ultimo sito (http://www.scacchiletteratura.com/scacchiletteratura1.html) posta un link sull’argomento e cita… la Scacchistica Partenopea! In effetti, per un curioso miracolo del web (che non riesco a immaginare per quanto possa durare), il vecchio sito del Circolo (con la sua splendida veste ocra e rosso cinabro) è ancora accessibile e, oltre a una pregevole pagina di segnalazioni letterarie a  http://www.scacchisticapartenopea.org/libri.php, offre tuttora, merito degli antichi amanuensi del Sito, un colossale database di partite a  http://www.scacchisticapartenopea.org/aperture.php !   (Io me lo sono salvato in una cartella; non ricordo neanche più come ho fatto, ma il file è a disposizione di chi me lo chieda)

* Uno spunto di riflessione proveniente dal libro che forse sto scrivendo:

 La sete di ‘sapere la verità’, che sospinge la pulsione ineluttabile dell’analisi post-partita al computer, agisce sulla mente con la tenaglia seduttiva di due motivazioni all’apparenza differenti se non contrapposte: la prima, che pur contiene e rivendica implicitamente il sentimento della partita come faccenda intima ingiudicabile dello sforzo anche emotivo impegnato in gioco, proprio per questo chiede di essere sottoposti a una impietosa–penitente-espiante autopsia condotta dall’alieno programma, il quale offre a sua volta il riposante affidamento alla Giustizia di una Ragione tecnica automatizzata-autonomizzata, depositaria della Verità di ogni posizione in scacchiera; l’altra invece nasce ben altrove, ossia dall’aspettativa raramente delusa di essere stupiti: la produzione dei motori non è puramente connotata da fredda logica ed inesorabile esattezza, ma molto spesso squaderna varianti strane e spettacolari, scenari tattici surreali appartenenti all’impensato-impensabile, o comunque ben più conseguenti ed audaci delle intuizioni inesitate che ci hanno tormentato in partita: è come se venisse scoperchiato, letteralmente, l’inconscio della posizione, con relativo carico di meraviglia e un tocco di trasecolamento.
Difficile non essere assaliti dall’analogia con la sorpresa annessa al sogno e all’immaginazione: se i programmi nell’effetto finale vanno ad emulare queste facoltà vorrà dire che in qualche modo, e certo in modo diverso, sono in questione i limiti dell’economia psiconeurale del senso logico, quelli che, quando vengono scavalcati da un colpo d’ala svincolante, scatenano l’emozione estetica (“che bel sogno!” “che bella mossa!” ); vorrà dire che siamo ancora chissà quanto lontani oppure/eppure forse maledettamente vicini alla comprensione della questione irrisolta della creatività negli scacchi.
Per di più se tale provocazione paradossale e ironica, provienente dall’intelligenza artificiale domestica degli scacchisti, può generare qualche inquietudine, i rispecchiamenti e le omologie tra i poteri della mente subconscia e quelli vertiginosi dell’I.A. aprono scenari affascinanti/enigmatici: sarà sintesi e alleanza? (viene in mente la progressiva e già attuale immediatezza percettiva dei media, non a caso di dominio facile e naturale da parte dei bambini); o sarà divaricazione e conflitto? (gli sviluppi recenti su salto quantistico e autoapprendimento potrebbero corroborare le visioni all’orizzonte di Skynet e i suoi Terminators. Che Asimov ci protegga!)

* qualche altro tema affiorante nei commenti alle analisi delle partite del Trofeo Partenope 2018:

‘Emulando Lucio Mauro, mi concedo una intrigante divagazione. Al netto della giustificazione del forte Zeitnot (beninteso mio e non certo di Michele), la segnalazione di Corrado Ficco (e poi di Rybka) della mancata azione rugbystica trionfante dei pedoni dell’ala di Donna alla 40.a, anzichè indispettirmi, mi ha fatto sorridere di compiacimento, dal momento che costituiva un pattern semi-inconsciamente desiderato fin dalla installazione e ostinato sostegno del pedone in b6. Il cui potere mi è stato restituito dall’inaspettato esito finale per un fattore non totalmente casuale, che ho conosciuto varie volte in vita : nella estrema densità psichica di una partita possono perfino avvenire illogici cortocircuiti e contaminazioni fatali nella progettualità immaginativa dell’avversario, un inciampo di confusione collaborativa letale che viene poi, infatti, negata e rimossa come errore puramente inspiegabile…’ (Schiappoli-Lombardo)
‘Anche stavolta non posso evidentemente lasciare senza commento una simile conclusione. I cosiddetti errori incomprensibili sulla scacchiera sono preziose occasioni di spettacolare visibilità della componente emotiva di cui è impastato il pensiero in partita viva (siamo lontani dall’esangue trascendenza dei programmi). Potrei raccontarmi, senza temere di mentire, di essermi sentito stremato dai 40 secondi di Zeitnot sui quali avevo affannosamente surfato fin dalla 25.a, gravato dalla sfiducia di rimontare una posizione di netto svantaggio, ma percepisco la contraddizione: al momento della richiesta di patta la posizione era facile da vincere anche per un mediocre finalista come me, e il tempo sull’orologio si era ormai quadruplicato. E quindi? Rivedendo tuttavia la partita, si può constatare come specularmente l’avversario-amico Corrado, dopo avere evitato con cura le mie velleitarie minacce e accumulato un solido vantaggio, abbia iniziato nel finale a dissiparlo con una sorprendente serie di mosse deboli… A noi tutti è noto quanto sia micidiale il rilassamento derivante dalla convinzione di avere già vinto, scambiando la presunta caduta della tensione con la perdita dell’accuratezza; ma qui mi interessa comparare la diversa inefficienza del giocatore che sente di avere già vinto e di quello assoggettato alla forte impressione di stare perdendo, e di annaspare nello Zeitnot, entrambi invischiati in uno stato emotivo alterato di autovalutazione, una sovradeterminazione assorbente e ritardante ripetto alla evoluzione reale della posizione, che ne lede la lucidità in modo incredibile. Forse una sana trasfusione di adrenalina dai giocatori più competitivi potrebbe giovare…’ (Ficco-Schiappoli)