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Lista Biblio SP [22-2-18]

La lista speciale di consultazione e scelta per i possessori di un Bonus libro è questa:

Lista Biblio – Titoli in soprannumero [05-04-18] 

N.B. Le liste sono in continua variazione ma vengono aggiornate solo periodicamente: la disponibilità effettiva dei libri va verificata in Sede

(clicca per ingrandire)

 

 

 

       SPIGOLinkATURE

D’ora in avanti inserirò su questa pagina, nelle more di qualcosa di più articolato, links relativi a testi e articoli interessanti apparsi sul web, con particolare riferimento a temi di psicologia del gioco e rapporto con l’intelligenza artificiale. Eventuali analoghe segnalazioni possono essere indirizzate a: darioerlebnis49s@alice.it

* http://www.iltascabile.com/societa/pensare-in-profondita/ (recensione del recente libro di Kasparov Deep Thinking)

* per chi volesse approfondire gli stimoli dell’articolo precedente, segnalo  http://www.scacco.it/it/gli-scacchi-tra-fosforo-e-silicio-due-modi-di-pensare-lo-stesso-gioco-6464

* per chi, invece, preferisse esplorare il superamento dell’umano in senso diametralmente opposto e sperimentare le emozioni paniche di una partita a scacchi con i dadi, c’è  http://brainking.com/it/ , sito di scacchi (37 varianti) & altri giochi eterodossi e non

* se uno sentisse poi all’improvviso il bisogno di distaccarsi dalla arida focalizzazione su tecnologia informatica & competizione agonistica, e alzare gli occhi con un bel respiro su storia, storie, idee, narrazioni e persone del nostro mondo non ha che da frequentare e magari partecipare a quello straordinario sito italiano che è http://soloscacchi.altervista.org/: divagazioni, memorie, ritratti, partite analizzate in soggettiva, documenti fotografici, insomma il ricco orizzonte reale del vissuto degli scacchi.
E volendo casomai farsi una pallida idea della produzione editoriale ispirata agli scacchi, in senso lato e al di là del profilo tecnico, si può dare un’occhiata divertente a http://www.scacchiletteratura.com/

* Il bello è che proprio quest’ultimo sito (http://www.scacchiletteratura.com/scacchiletteratura1.html) posta un link sull’argomento e cita… la Scacchistica Partenopea! In effetti, per un curioso miracolo del web (che non riesco a immaginare per quanto possa durare), il vecchio sito del Circolo (con la sua splendida veste ocra e rosso cinabro) è ancora accessibile e, oltre a una pregevole pagina di segnalazioni letterarie a  http://www.scacchisticapartenopea.org/libri.php, offre tuttora, merito degli antichi amanuensi del Sito, un colossale database di partite a  http://www.scacchisticapartenopea.org/aperture.php !   (Io me lo sono salvato in una cartella; non ricordo neanche più come ho fatto, ma il file è a disposizione di chi me lo chieda)

* Uno spunto di riflessione proveniente dal libro che forse sto scrivendo:

 La sete di ‘sapere la verità’, che sospinge la pulsione ineluttabile dell’analisi post-partita al computer, agisce sulla mente con la tenaglia seduttiva di due motivazioni all’apparenza differenti se non contrapposte: la prima, che pur contiene e rivendica implicitamente il sentimento della partita come faccenda intima ingiudicabile dello sforzo anche emotivo impegnato in gioco, proprio per questo chiede di essere sottoposti a una impietosa–penitente-espiante autopsia condotta dall’alieno programma, il quale offre a sua volta il riposante affidamento alla Giustizia di una Ragione tecnica automatizzata-autonomizzata, depositaria della Verità di ogni posizione in scacchiera; l’altra invece nasce ben altrove, ossia dall’aspettativa raramente delusa di essere stupiti: la produzione dei motori non è puramente connotata da fredda logica ed inesorabile esattezza, ma molto spesso squaderna varianti strane e spettacolari, scenari tattici surreali appartenenti all’impensato-impensabile, o comunque ben più conseguenti ed audaci delle intuizioni inesitate che ci hanno tormentato in partita: è come se venisse scoperchiato, letteralmente, l’inconscio della posizione, con relativo carico di meraviglia e un tocco di trasecolamento.
Difficile non essere assaliti dall’analogia con la sorpresa annessa al sogno e all’immaginazione: se i programmi nell’effetto finale vanno ad emulare queste facoltà vorrà dire che in qualche modo, e certo in modo diverso, sono in questione i limiti dell’economia psiconeurale del senso logico, quelli che, quando vengono scavalcati da un colpo d’ala svincolante, scatenano l’emozione estetica (“che bel sogno!” “che bella mossa!” ); vorrà dire che siamo ancora chissà quanto lontani oppure/eppure forse maledettamente vicini alla comprensione della questione irrisolta della creatività negli scacchi.
Per di più se tale provocazione paradossale e ironica, provienente dall’intelligenza artificiale domestica degli scacchisti, può generare qualche inquietudine, i rispecchiamenti e le omologie tra i poteri della mente subconscia e quelli vertiginosi dell’I.A. aprono scenari affascinanti/enigmatici: sarà sintesi e alleanza? (viene in mente la progressiva e già attuale immediatezza percettiva dei media, non a caso di dominio facile e naturale da parte dei bambini); o sarà divaricazione e conflitto? (gli sviluppi recenti su salto quantistico e autoapprendimento potrebbero corroborare le visioni all’orizzonte di Skynet e i suoi Terminators. Che Asimov ci protegga!)